Mi sento un mostro.
Infantile. Come la Strega Cattiva di una qualche fiaba.
L'anti-eroina per eccellenza.
Negli ultimi mesi mi è parso di vivere nel mio bel mondo fatato.
Avevo amici meraviglosi, ben separati da quelli della classe. Non perchè non possano unirsi, solo perchè...erano due realtà diverse.
E ora è arrivata.
Bella come il sole, splendida, con quell'amabile sorriso.
Amica.
E' entrata nella mia vita con cautela, mi ha trattato coi guanti, quasi fossi la migliore.
Se era un gioco ci sono cascata, ma in questo momento posso essere tutto, tranne che la "vittima".
La "vittima" è lei.
Si è insinuata nella mia vita.
Si è fatta spazio e ora non guarda in faccia nessuno.
Spintona, quasi, e ha preso il possesso di loro. Di quelli che erano i miei amici.
Rimane con loro quando io me ne devo andare.
Non mi parla quasi più al telefono ed è loro che cerca per primi, anche quando sono al suo fianco.
Continuo a ripetermi che è sbagliato e che non ho il diritto di provare niente del genere.
Ma non ci riesco.
Sarò anche un mostro, ma, se non altro, sono umana.

Quante volte, in un discorso, magari in una sfuriata o in una dichiarazione, avete detto le famose parole 'Ti prego dì qualcosa' o 'Parliamo di qualcosa'.
Allora, nella mia stanzetta, con mia madre che urla perchè la versione di greco non si fa da sola, mi domando: Ma questo qualcosa, cos'è?
La prima cosa che mi è venuta in mente è stata una citazione.
Quando ero piccola mio padre mi leggeva le storie di Winnie The Pooh (quando la Disney non lo aveva ancora commercializzato) e ricordo che quando l'Orsetto Pooh pensava a qualcosa pensava al miele.
Ma allora il qualcosa è forse la cosa che noi più amiamo e desideriamo? Quella cosa che tutti vorrebbero sapere cos'è e quindi ci domandano cosa sia?
Il mio qualcosa è solo mio.
E' il mio giardino segreto, la mia ancora di salvezza, la mia Isola Che Non C'è.
Ognuno ha un qualcosa che, forse, non ha mai detto a nessuno.
Il suo pensiero felice, che lo rende sereno.
Com'è difficile scrivere senza usare, appunto, la parola qualcosa a sproposito.
Credo che il mio qualcosa sia un bel ciel sereno.
Quando l'aria calda lo attraversa, coronato da un paio di rondini primaverili e punteggiato da nuvole bianche, solitarie viaggiatrici nel vasto oceano sottosopra.
Preannuncia giornate meravigliose, solitamente, corretate di caldo, prati profumati di fiori appena sbocciati e sole caldo, pronto a baciarti con dolcezza.
Io lo trovo meraviglioso.
I pomeriggi passati lì, sotto quel cielo, mentre l'aria è intrisa di risate e scambi di sguardi, corse fugaci all'aria aperta, mentre i vestiti diventano più leggeri. Le gonne colorate animano le gambe sottili e flessuose delle ragazze, mentre i frisbee tagliano l'aria.
Sotto gli alberi si formano gruppetti di ragazzi, spesso con la chitarra, o altri strumenti, le palline volano verso il cielo, inseguendo, per qualche istante fugace, gli aquiloni, per poi tornare nelle mani dei loro giocolieri.
E a questo teatro di gioia, colori e serenità, come se niente di male potesse succedere, tu assisti passeggiando, magari con un cono gelato fra le mani.
E tutto ti sembra assolutamente perfetto.
E' Capodanno?
Allora, signore e signori, propongo un brindisi ai meravigliosi, splendidi e unici qualcosa.

~ Feeling In Spring ~